FOSSILI MODERNI

 Dal 2005

 

Autoproduzione

È un sistema per realizzare mobili utilizzando contenitori e oggetti di riciclo e schiuma poliuretanica, depositato presso il Registro Progetti dell'ADI 2005.

 

Le fasi del metodo produttivo sono principalmente tre: la prima consiste nella raccolta, scelta, e pulitura degli oggetti e contenitori, sistemati e raccolti a loro volta in un contenitore grande, o addirittura nel sacco della raccolta differenziata stesso, vengono agglomerati grazie all'uso di schiuma poliuretanica che, solidificando, salda tra loro i contenitori e gli oggetti e li trasforma in un blocco solido; la terza fase è quella della sezionatura, dove il blocco ottenuto con la schiuma divenuta solida viene sezionato - più o meno - a piacere.

 

Il risultato è sorprendente: gli oggetti contenuti nella schiuma si trasformano in oggetti cavi adatti per essere vani contenitori per altri oggetti. Vi saranno quindi vani di diversa forma, dimensione, colore e orientamento.

 

In questo processo la casualità ha un ruolo fondamentale; è l'elemento indispensabile che determina il "design" dell'oggetto realizzato e che gli attribuisce quei valori di unicità più vicini al fare artistico che al prodotto industriale.

 

Il progetto di questo sistema non nasce dai concetti di riciclo comuni (riutilizzo di materia per fare altra materia), ma vuole analizzare la tematica ecologista dell' allungare la vita degli oggetti, attribuendogli significati diversi da quelli originali, modificando il loro aspetto estetico e funzionale, migliorando ed esaltando le loro qualità di carattere formale.

 

Oggetti che ci possiedono, ma anche che hanno finito di esserci utili, possono continuare a farlo e a essere ancora nostri, trasformandosi formalmente e acquisendo valori pratici differenti da quelli iniziali; un oggetto acquista nuova identità e nuova funzionalità.

 

Il nome scelto va anche letto in chiave critica: i fossili sono storicamente l'unico manifesto delle civiltà ed ere che sono state; dovremmo pensare - guardando un fossile moderno - a che cosa lasceremo ai nostri posteri.

ASSEMBLAGES

 

Fossili. Di un'era vicina. Che ci fanno riflettere sul nostro contemporaneo.

Materiali, forme che riflettono come uno specchio la nostra società dei consumi.

Estetica di un presente che ha con sé tracce di passato e schegge di futuro. Un retrofuturo. Moderni.

Perché le schegge di cui sono composti, resine, plastiche appartengono a un passato recente, un passato che continua sino a noi.

Un passato il cui Dna è rappresentato dalle tracce di energia e materia che sono imprigionate nelle forme che Adami usa.

Una capsula del tempo che contiene gli oggetti del nostro quotidiano: flaconi si detersivi, bottiglie, giocattoli, scheletri di televisori e computer.

Oggetti scartati dal progresso della tecnologia oppure sostituiti da nuove schiere di altri usa e getta. Su questo materiale Massimiliano lavora. Ricostruisce con un principio sistematico le proprietà che essi possiedono in ragione della loro forma, il contenere, e ne assiema i colori, le texture, le consistenze materiche.

Attraverso l'immersione dentro i casseri-mobili che ne rappresenteranno la nuova funzione progettata egli rende possibile con un intervento progettuale il passaggio da rifiuto a risorsa.

Da segnale incerto del consumo a nuovo simbolo funzionale ed estetico che non è solo un semplice mobile.

Quasi fosse un landmark domestico che lascia trasparire nuovi significati estetici, allusioni ad altri mondi, nuove gerarchie di spazi e funzioni.

L'atteggiamento di fronte a questi oggetti, così come a quelli realizzati con la carta impregnata di resina siliconica può essere di contemplazione estetica o di uso: un uso però diverso, attivo, che richiede all'utente di essere un interprete del significato e della funzione.

Gli oggetti prodotti da Massimiliano sono frutto di una sperimentazione a cavallo tra design, arte e artigianato: un melting pot di cultura progettuale che egli trasforma in un inedito sistema di produzione on site. Massimiliano è allo stesso tempo uno sperimentatore tecnologica e materiale. Nella sua bottega-laboratorio-studio, in mezzo alle collezioni di oggetti, materiali, prodotti, strumenti si comprende la natura del suo fare. Indaga con l'esperienza concreta le mille possibilità inedite delle materie che il processo industriale ha già sperimentato in mille modi differenti.

Il suo fare è, per dirlo alla Branzi, vicino a quelle categorie emergenti e mescolate di designer-imprenditore-artigiano-artista che vivificano il panorama del design italiano.

I "Fossili Moderni" sono un'impronta della contemporaneità. La traccia degli che ci passavano vicino impressa negli oggetti tipici del nostro vivere.

La consolle, l'armadio, le lampade, i bicchieri/vasi che ci parlano di un futuro dell'umanità, di un vivere in cui il flusso delle cose quotidiane, degli oggetti abbandonati, lasciati, diventa influente nella nostra vita.

Come in una nuova forma di nuova domesticità in cui la protagonista è l'idea stessa della trasformazione.

Massimiliano cerca di mettere ordine attraverso un processo di costruzione di senso e di estetica a partire da oggetti scartati.

E ne costruisce una sua nuova versione. Un nuovo mondo.

Caldo , affettuoso, attento, pieno di memorie.

E con la sua passione fa rinascere il progetto là dove pensavamo che un mercato cinico l'avesse ucciso.

Il suo forse è un atteggiamento progettuale consapevole e moderno.

Massimiliano reimpiega una tecnica che è nata nel mondo dell'arte, quella dell'assemblage, in cui si ritrovano gli echi degli objects trouves e dei readymade di Duchamp, mescolata con la tecnica di Schwitters.

Anch'egli costruisce dei merzbau domestici, che assomigliano ai lavori di Rauschenberg o forse ancora di più ai contenitori di Cornell o alle panoplie del nuoveau realisme di Spoerri.

Anch'egli, come questi grandi artisti (e qui ancora ritroviamo il paradosso del riconoscimento disciplinare) applica una visione personale del cut up teorizzato da Gysin e Borroughs, costruendo un nuovo senso complessivo per gli oggetti che assembla.

Come un produttore di musica hip-hop che campiona, estrae, taglia, unisce per costruire una traccia.

Con una ingenuità e un coraggio che lo porta vicino allo spirito del (per me adorato) movimento punk-situazionista.

Come la coppia McLaren/Westwood mescola e ricompone i pezzi della nostra cultura materiale ed estetica rompendo i canoni di ciò che è un prodotto, di ciò che è vendibile.

Massimiliano ha aperto una nuova filiale del Seditionaries (oggi World's End) di King's Road qui in Italia, nel suo laboratorio e non ce ne eravamo accorti.

Respect!

 

Stefano Maffei

MILANO 2017

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